nelmulinochevorrei.

§§§Avviso ai naviganti di passaggio ed ai lettori/commentatori: il post seguente è altamente lamentoso!§§§

Premesso che la famigerata e allegra famigliola del mulinobianco esiste solo via tubo catodico -passatemi il temine anche se ormai desueto con la proliferazione del digitale terrestre- e che non basta una gustosa merendina a prima colazione per vivere in gioiosa armonia col proprio prossimo, io vorrei capire.

Vorrei capire perchè viviamo in un mondo fatto di false apparenze, dove conta solo l’opinione altrui per le minuzie di un abito firmato e di un finto simposio familiare, dove le convenzioni cattoliche durano il tempo di un frettoloso segno della croce, dove disturba vedere la sar o la stampella, dove è più facile ammettere come Ponzio Pilato “sono vigliacco/vigliacca, scusami non ce la faccio a vederti, a venirti a trovare”.

Oppure trovare l’escamotage, la bugia sottoforma di scusa, l’alibi perfetto per camuffare la loro assenza. L’ultimo Natale ho ricevuto una delle più stratosferiche balle spaziali del millennio, per giustificare la non presenza sotto l’Albero di casa mia. Mi è stato detto che a causa della suina, che purtroppo aveva mietuto un caso nel condominio di alcuni miei consanguinei, era meglio non verderci, non sia mai l’avevano contratta pure loro e trasmettevano il bacillo incriminato a me -la malata cronica! non sia mai!non sia mai! quale peso sulla loro coscienza, sarebbero stati devastati dai sensi di colpa! Sensi di colpa poi -ho saputo- hanno prontamente consolato a tavola, trascorrendo, loro sì tutti insieme appassionatamente, vigilia e pranzo di natale.

non era più semplice dire “guarda che… le feste ce le facciamo per conto nostro, scambiamoci gli auguri per telefono e via”? invece di arrampicarsi sugli specchi?

Ed è per questo che ce la sto mettendo tutta, per stare domani meglio di oggi. Per avere le forze fisiche necessarie atte a condurre una vita serena, normale il più possibile. Per ricucire quel filo con le cose di tutti i giorni, filo bruscamente interrotto dalla malattia… in barba a tutti quelli che non vogliono la mia compagnia, che al solo vedermi scuotono la testa, immaginando la mia vita di tutti i giorni come una triste prigione senz’aria nè luce.  

A questo pensavo stamattina, mentre rimboccavo le coperte del lettone, arieggiavo la stanza e spazzavo il pavimento. Spazzavo e sistemavo, pensavo e ripensavo che due mesi fa questi servizi domestici per me, per il mio fisico, sarebbero stati devastanti, e invece stamattina senza affanni ho eseguito tutto alla perfezione, tanto che volevo scattare una foto alla stanza! Chissà forse Sua Maestà ha deciso di darmi veramente tregua, speriamo sia così!

In effetti non è da tutti rallegrarsi per un letto ben sistemato o per la polvere levata da terra, o per una rampa di scale fatta senza inciampi, ma per me si tratta di conquiste. Ogni giorno un pezzettino d’indipendenza e di autonomia in più. Cose semplici di cui vado fieramente orgogliosa, che magari mi piacerebbe condivididere con persone che fino all’altro ieri erano parte integrante della mia vita, e che adesso invece son distanti anni luce.