Già, è ormai piena primavera. si sente, è nell’aria, negli starnuti allergici dei miei familiari, nella mia stanchezza quotidiana, nelle giornate che finalmente si stanno allungando, nel desiderio di uscire per andare a passeggio mangiando un bel gelato. vorrei poter scrivere di cose belle, solo di cose belle ma…
ho addosso un’inquietudine che mi rende insoddisfatta di me stessa, delle mie scelte di vita…ho un cassetto virtuale pieno di racconti, che non ho il coraggio di mandare a un editore perchè temo il rifiuto, ho in testa il desiderio di fare un bel corso di lingua inglese, oppure di scrittura creativa, ma automaticamente cado nel panico e mi chiedo se mai sarò in grado di affrontare lo stress di un esame o di una prova scritta. l’ansia mi paralizza. mi rendo conto che sto scivolando in quel cono d’ombra che tanto mi tenta, nell’abulia del non fare perchè non sono in grado di farcela. il bello è che questo senso di incompletezza che mi si sta incollando addosso non riesco a comunicarlo a parole a nessuno. troppo presi dalle loro problematiche, troppo distanti da me. non si tratta della malattia, perchè ci sono altre prerogative: il bambino anzitutto, poi il lavoro, poi preparare il pranzo e la cena, poi tutto il resto. mi riduco a ritagliarmi uno spazio tutto per me alla sera tardi, dopo che Chicco si è addormentato, dalle undici in poi. resto a scrivere fino a che gli occhi non mi si chiudono. scrivo scrivo e scrivo. non su questo blog che ho un po’ accantonato, per motivi di tempo. il tempo che non è mai abbastanza. mai. perchè anche un boccone di pasta devi mangiarlo in fretta, o creare degli incastri ad arte in fatto di minuti per sbrigare anche le abluzioni personali quotidiane. e dire che sono aiutata braccio a braccio da mia madre! mi rendo conto di essere sola, di non avere uno straccio di persona al di là di mia madre, con cui confrontarmi sulla maternità perchè amiche con figli non ne ho, e quelle che ho…sono immerse giustamente nella loro vita, fatta di altre giustissime cose, così lontane dalle mie. trovo conforto nei libri. quando nei mesi bui del post partum lessi tutto Verlaine, le sue liriche mi tennero a galla. adesso è la volta della Plath. con cui trovo delle corrispondenze. il fatto di non essere solo moglie e madre, di volersi realizzare come poetessa e scrittrice, di voler partorire col cervello prima e poi con il corpo, di non ridursi a una casalinga disperata. ambiziosa e coraggiosa, questo sì, ma anche in balia di fortissime depressioni. ecco quella della depressione è una spirale alla quale non voglio assolutamente arrivare. e poi io ho fatto anzi sto facendo il percorso inverso: prima ho partorito, adesso sto tentando la carta della scrittura. ciò non toglie che combatto quotidianamente con tutto il resto, solitudine in primis, malattia eccetera. perchè sono tante le cose che non vanno, i rospi da ingoiare, che è davvero inutile scriverli qui, altrimenti tedierei all’infinito i miei pochi sparuti lettori. a proposito di lettori: te che mi leggi dal Belgio, ogni giorno, costantemente, trovi sempre la mia vita così interessante? se sì, fammelo sapere!
e vabbè, saltando di palo in frasca, butto di seguito questi brevi link che potrebbero interessarvi.
il primo è questo blog: santaprecaria che spero vi piaccia, come è piaciuto a me!
questo invece è un sito ideato da due gemelle bolognesi fotografe e artiste, che veramente consiglio di cuore, perchè realizzato con passione!
questo è invece un mio piccolo contributo in fatto di maternità e disabilità, per la Uildm- gruppo donne.
questo e questo sono i magazine online con cui sto collaborando e per i quali faccio notte fonda. se andate a darci un’occhiata, ci cliccate sopra mi farete ben contenta (più visite ho, meglio è)! ovviamente i miei articoli sono firmati con il mio nome, non con lo pseudonimo. e adesso passo e chiudo.
vi auguro una buona primavera in ritardo, ma di tutto cuore!