non bisogna essere un fervente cattolico per provare repulsione all’idea -alla sola idea- che un uomo di governo, qualunque sia il colore politico del governo in questione, sollazzi i suoi gusti sessuali in compagnia di una moltidudine di dame della notte, all’interno delle residenze di stato.
vizi privati e pubbliche virtù?
non si tratta di questo. si tratta di essere consapevole di rivestire un ruolo, di tutelare quel ruolo per il quale ti sei candidato e ti hanno votato, non tutelare se stessi. perchè non si diventa, una volta raggiunto il posto di comando, capi di un gregge di pecore che belano applausi, ma si assume la responsabilità di migliaia e migliaia di persone che magari credono nei valori di una nazione, la nostra. quei valori che sono stati scritti nella costituzione, che sono immortalati nelle note dell’inno e nei colori della bandiera, tutti motivi per i quali tanti prima di noi hanno rischiato ed anche perso la loro vita.
solo per questa manciata di motivi, io come cittadina mi rivestirei di umiltà soggiornando nelle dimore di stato, senza dare feste e festini e senza ospitare madamigelle consenzienti per allietare le tue notti romane. perchè ormai siamo nel ventunesimo secolo, i tempi del Re Sole sono tramontai da parecchio ed è turpe pensare che al giorno d’oggi la valuta di scambio che va per la maggiore sia il triste mercimonio dei corpi femminili, proprio quando questo governo rilancia giornate mondiali a favore della donna (“indossiamo tutti qualcosa di bianco perchè il bianco è il colore della purezza e del candore!” giusto ieri ai microfoni del tg la ministra delle pari opportunità carfagna).
lampante è il controsenso, nevvero?
d’altra parte è ormai privo di senso il voler continuare a negare quello che è evidente a tutti. Perchè allora non riferire in parlamento? perchè non cercare una via d’uscita che salvi dignitosamente la faccia -almeno quel poco di dignità che è rimasta? faresti più bella figura, credimi.