sono quasi le 2,30 di notte. di notte sotto cortisone (precauzionale!causa novella parestesia zona labbro superiore…fastidiosa ma quasi rientrata!) i miei pensieri vanno a briglia sciolta e da qualche parte devo pur metterli, altrimenti mi restano in testa e non riesco a prender sonno.
da dove inizio?
da quello che ho visto oggi, per le strade cittadine. spazzatura, ovunque. il marciapiede che costeggia scuola e chiesa del mio quartiere completamente sommerso dall’immondizia. le finestre delle aule affacciate su quella discarica a cielo aperto e l’indifferenza della gente, unita alla rassegnazione di dover sopportare l’ennesima disfatta, l’ennesimo atto di inciviltà. mentre Montecitorio chiude fino al 13 dicembre. già meglio pararsi il c.lo fino alla fine, tanto dei problemi di qui chissenefrega. come dice un politico leghista intervistato su La7, meglio il federalismo, così l’immondizia se la tiene chi la crea, cioè chi è causa del suo mal pianga se stesso. perchè in un Paese normale queste cose non esistono come non esistono i milioni di invalidi di cui una buona fetta ovviamente falsi invalidi, forniti di cospicue pensioni. ecco io vorrei ricordare a quel politico leghista di cui adesso mi sfugge il nome che
a) la spazzatura della regione Campania, come ha già ricordato recentemente Saviano non è soltanto roba nostra, ma è anche roba del nord Italia. roba che ha un pedigree di tutto rispetto come certificato dalle numerose inchieste effetuate sinora. e se volessimo veramente iniziare questo tanto osannato federalismo, che federalismo sia, a partire dalla monnezza: che si riprenda il nord la sua monnezza, quella che hanno sversato impunemente e impudicamente nella nostra terra, per anni.
b) i falsi invalidi ci sono è vero al nord come al sud. che vengano scoperti e puniti di conseguenza, perchè le pensioni di cui usufruiscono gli invalidi civili, quelli veri, non sono certo da leccarsi i baffi, non sono pensioni auree, tali da farci condurre una vita da nababbi, sono miseri spiccioli. sono 250 euro al mese. quando ti va bene. nel senso che a me personalmente per un disguido dell’INPS la pensione -mia unica fonte di reddito- è stata sospesa ex abrupto, sensa se e senza ma, da marzo. hai voglia a telefonare, a dirigermi presso la sede dell’Ente Previdenziale, a fare rimostranze. i soldi non ci sono, le casse sono allo stremo, mi è stato risposto. quindi no decreto, no pensione. arriverà sì, prima o poi, il famoso pezzo di carta attestante l’invalidità già accertata dalle numerose commissioni mediche che hanno analizzato sprezzantemente ogni connessione neurologica difettosa del mio sistema nervoso, ma arriverà con tutta la calma di questo mondo. io intanto campo grazie ai risparmi, dato che un lavoro in questo Paese che di civile non ha proprio nulla, ad una persona come me, disabile, non lo daranno mai… nonostante un curriculum di tutto rispetto, nonostante una brillante carriera universitaria alle spalle, nonostante un pezzo di carta, anzi due, attestante l’alto profilo professionale raggiunto. in pratica sono una papabile direttrice di museo, una direttrice “parcheggiata” = “inoccupata” non perchè incapace, ma perchè bollata come diversa, vittima di un pregiudizio non posso rientrare nel mercato del lavoro.
è sempre la stessa storia. se non cambiamo le menti, se non apriamo gli occhi a nuovi punti di vista, resteremo sempre così come siamo oggi, prigionieri di uno status quo, accerchiati dall’immondizia reale e morale.
mi sto battendo con tutta me stessa per capovolgere questa situazione che ormai mi sta stretta, mi soffoca come un cappio alla gola, perchè c’è un futuro da costruire, per me e per mio figlio soprattutto, perchè un domani non vorrò leggere nei suoi occhi la delusione di vivere in una città come Napoli, perchè un domani non vorrò svegliarmi con la sensazione di aver perso l’ennesima battaglia, con il bruciante desiderio di scappare lontano, verso altri luoghi, paesi, città, popoli, dove si parlano lingue diverse dalla mia, dove non c’è il mare non c’è il Vesuvio, non c’è la pizza nè il mandolino, non c’è la strafottenza, non c’è la legge del più forte, ma c’è tutto il resto: solidarietà, opportunità, uguaglianza…in una parola rispetto per l’altro.
(avrei voluto scrivere altro stanotte, qualcosa di divertente…delle lezioni di serbocroato, del ritorno all’uni, delle nuove conoscenze, dei progressi di Chicco, dei miei progressi nonostante la parestesia, della mia personalissima scoperta di una tipa che di nome fa Lady Gaga, scoperta dal coiffeur—una tipa che va in giro con la lingerie in bella mostra su un’isola greca…mah! e che pare la riedizione di Madonna, in versione festa paesana… mah! avrei voluto scrivere altro ripeto stanotte, ma l’amarezza ha preso il sopravvento, purtroppo e questi pensieri da qualche parte dovevo pur metterli in decantazione!)
