Ai nastri di partenza.

E’ trascorso un mese esatto dalla mia operazione. Già il tempo di stilare un primo bilancio? Pare di sì. E viene a delinearsi un mese fatto di luci ed ombre, di entusiasmi e privazioni. I benefici dell’intervento sono stati in parte ridimensionati dalla poussè che senza dubbio è stata causata dalla mia sensibilità all’eparina.   Fatto sta che da una settimana sono sotto cortisone, ma passerà anche questa. Avevo delle fastidiosissime parestesie alla gamba dx, poi un raffreddore da cavallo, che stentava ad andarsene. Le parestesie dunque si sono ridimensionate, cammino meglio, sono di nuovo in forze. Oggi ho perfino fatto il cambio di stagione! incredibile…e sto scalando il cortisone! Ah, ho ripreso di nuovo ad assumere LDN, e pare che dopo questa pausa forzata, mi sita dando una grossa mano nel recuperare…certo sono un po’ insonne, ma ciò contribuisce a farmi stare sveglia la mattina di buon’ora, prima un bel caffè corroborante e poi preparo il latte a Chicco.  Non ho in tutto ciò ancora detto tutto al neurologo, aspetto dopo i primi di novembre…e lo chiamerò. Sono state settimane strane, fatte di alti e bassi, nelle quali ero tutta concentrata a calibrare sforzi e smorzare facili entusiasmi, per non cedere a vane illusioni.

E sono state settimane di riflessioni, nelle quali si è fatto sentire il desiderio di nuove esperienze, di pensieri leggeri e positivi. E sono giunta ad un paio di conclusioni. Innanzitutto non ho più voglia di stare tappata in casa. Voglio riappropriarmi della mia vita, una buona volta. Rimettermi in pista, contando sulle mie capacità. Riprendermi ciò che mi è stato tolto. Non in senso virtuale, in senso reale. Basta stare ad osservare gli eventi da una finestra, basta. Ricominciando da zero. Ad esempio, ho scoperto recentemente di essere ignorante come una capra di tutta la storia e cultura dell’area balcanica. E di conseguenza ho deciso di colmare questa lacuna, mettendo di nuovo piede in quell’ateneo che quasi 10 anni fa mi vide laureata. Sono una folle, sì lo so. conciliare università e maternità. Invece di stare a casuccia e fare la calzetta accanto alla culla…anche perchè ho provato a fare il lavoro a maglia, giuro che ci ho provato. ma sono una frana e preferisco altro. e mi immergerò nei libri, ancora. Sono folle, sì l’ho detto e lo ribadisco.  Nei prossimi giorni quindi mi recherò nel ventre di Napoli, e ufficializzerò l’immatricolazione.

E questo è uno dei primi punti di svolta.

Poi c’è l’altro punto di svolta, quello che parte dal mio cervello e dal mio modo di predispormi verso la malattia, e verso coloro i quali che hanno sfiorato fino ad oggi la mia esistenza. Tutto nasce dall’osservazione alle reazioni della gente alla notizia del mio intervento.  Reazioni che ho diviso nelle seguenti categorie:

1) curiosità;

 2)menefreghismo.

Siccome i miei rapporti interpersonali sono rimasti invariati, resto sempre un’intoccabile. in quanto malata, pur se operata. perchè c’era chi si aspettava la scena alla “Lazzaro, alzati e cammina!” purtroppo questa scena non c’è stata, il pubblico partecipante ne è rimasto piuttosto deluso. Purtroppo io non ho mai avuto predilizioni per cinematografici effetti speciali, sono anzi sempre stata un diesel, e già sono contenta di quei minimi benefici dovuti alla liberazione.

Perciò resto sempre un’intoccabile. Tuttavia, questa particolare condizione della mia persona, questa etichetta così ingabbiante, mi fa sentire ora più che mai, ora che in fin dei conti sto meglio, il peso di questo spaventoso vuoto sociale nel quale mi ha scaraventato la malattia, come una condanna senza appello.

Ed  è per questo che voglio reagire, rimettermi in gioco, vedere facce nuove, ambienti stimolanti…non solo la chiacchierata col portiere o la messa in piega dal parrucchiere. Soprattutto non voglio essere più considerata come un impiccio,  come un paio di vecchie scarpe dalla suola bucata da dimenticare in un angolino dello sgabuzzino a prender polvere.

C’è ben altro da fare! Ed è questo, quello che voglio fare, scoprire nuovi orizzonti, alimentare nuove speranze, per me stessa, soprattutto per me stessa, per la voglia di riscatto che ho, perchè la vita può darmi ancora tanto, come io ho tanto da dare a mia volta!

…e non lasciare al caso la mia felicità!

Quando non scrivo per lungo tempo…

…significa che non sto tanto bene! infatti sono in ricaduta!

in ricaduta! ebbene sì! ma come? dopo neanche un mese dalla liberazione?

purtroppo la risposta è affermativa!

adesso sono sotto cortisone, al solito…

allora, l’operazione non è servito  a nulla nel mio caso?

questa ricaduta ha un suo perchè: ho fatto parecchia eparina, e l’eparina causa problemi neurologici. purtroppo o bere o affogare, perchè se non la facevo rischiavo un embolo con tutte le conseguenze del caso.

e poi tra una settimana circa farò l’ecd di controllo, indagine utilissima per verificare che la poussè sia il risultato della mia ipersensibilità al farmaco e non dovuta alla riocclusione delle vene operate. se poi per assurdo si dovessero essere richiuse, cosa improbabile ma non impossibile- e sarebbe una sfiga planetaria la mia-  c’è la possibiità di essere rioperata senza costi aggiuntivi.

che dire, la ricaduta era nell’aria…non che mi sentissi stanca più del dovuto, ma mi addormentavo dopo ogni puntura, poi avevo una gastrite inimmaginabile, ed erano ricominciate le parestesie.

ho pensato di aver fatto un buco nell’acqua, perchè ci ho fermamente creduto a questa teoria di Zamboni, e ancora continua a crederci, ma forse come ho detto sono incompatibile con l’eparina ad alti dosaggi… e comunque non è la solita ricaduta, e questo mi solleva non poco! sono bastate appena poche compresse di cortisone che già mi sento meglio! ed i benefici acquistati con l’operazione nonostante la ricaduta non sono mica svaniti! resta il controllo ottimale della vescica, resta il visus  migliorato come non mai, restano i movimenti rapidi e sciolti, restano le mani e i piedi caldi, resta il buonumre invariato, purtroppo la deambulazione ne risente a causa delle parestesie ma sfiderei chiunque a camminare con la sensazione di avere la sabbia nelle scarpe….

d’altra parte ho beccato pure l’influenza e hola gola in fiamme, quindi sono costretta al mutismo!

cmq non demordo!

Se avete tempo stasera…

…sintonizzate la vostra tv su ItaliaUno che c’è Le Iene Show! e si parlerà nel primo servizio di CCSVI e sclerosi multipla, del convegno tenutosi a Bologna lo scorso fine settimana, con un’intervista a Nicoletta Mantovani! mi raccomando fate girare la notizia!

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ed ecco qua il primo report sulla situazione clinica post operazione.

L’antibiotico mi ha letteralmente stesa. per fortuna è terminato. non così l’eparina, che mi stende ugualmente (ne faccio 2 al dì!). stamane è venuto il mio medico che mi ha visitato e mi ha detto di non esagerare, perchè devo abituarmi al mio nuovo stato, e i progressi che sto avendo continuerò ad averli a patto di non strafare appunto. Nella zona dove è entrata la sonda, ho una meravigliosa lividura color melanzana tendente al verde melma, che curo localmente con cremina Hirudoid 40000. Proprio a causa del livido, e dell’annesso gonfiore, alcuni movimenti con la gamba sono piuttosto dolorosi da fare…ma passerà! a livello neurologico permangono i miglioramenti descritti in precedenza, oggi un piccolo bonus: riesco ad alzarmi dalle sedie senza dovermi appogiare a destra e a manca, ma con un impensabile scatto di reni! anche dalletto mi alzo con meno fatica…la prova del 9 sarà fare le scale ma al momento ancora non me la sento…