Le “mie” linguine arrabbiate.

Ieri pomeriggio ho sfidato la calura estiva in cucina, confidando nell’aiuto rinfrescante del ventilatore, cucinando una pastasciutta da leccarsi i baffi.

Sughetto rapido con spicchio d’aglio imbiondito nell’olio,  pomodorini belli rossi e carnosi e basilico dalla mia piantina sul balcone. Ho poi aggiunto l’ingrediente segreto, mezzo cucchiaino di un intingolo proveniente direttamente dalla Calabria-patria indiscussa del peperoncino, regalatomi di recente dall’amico di mio marito.

Bomba del Capo si chiama, ed è veramente un’esplosione di sapori, piccantissimo. Perciò da usare con moderazione.

Del resto il prodotto è made in Capo Vaticano, una località dove ho trascorso un pezzettino della mia infanzia vacanziera, e che ricordo sempre con affetto immutato. La casa a picco sul mare, la spiaggia di Grotticelle e le tavolate di Ferragosto, sotto gli alberi del giardino, con l’anguria rosseggiante al fresco, la brace pronta per la carne e le bruschette, mio fratello piccolo e biondo come il grano e le turiste tedesche che bevevano e bevevano vinello casalingo…Quanti ricordi in un sapore!

E tra un ricordo e l’altro ho cotto e condito le linguine col sugo di impronta calabrese e portato in tavola.