Ci sono solo donne, tanti tipi diversi di donne. eppure così simili, tutte; abbiamo molto in comune. Potremmo dire che sono qui per raccontare una, due, o tre storie, non importa quante. In fondo, tutte noi abbiamo – più o meno – a stessa storia da raccontare.
(Marcela Serrano).
Orbene, lo spunto per la riflessione scaturisce da un articolo (questo) zompato fuori dalle pagine del corrieredellasera, dove si parla di mamme blogger, di lobby e mercato, di pubblicità e marchi, spot e sponsor e ovviamente, di blog e di modelli di riferimento e di stereotipi .
Da mamma imperfetta a zauberei, son sbocciati fior fiori di post e commenti, tutti a loro modo coinvolgenti e capaci di dare il giusto spessore al fenomeno virtuale.
Ma, è qui scatta il mio rovello pre-poppata notturna, io che tipo di mamma blogger sono?
In questo mare internettiano in cui mi è dolce naufragare, un blog come il mio, ormai ne sono più ce certa, non ha confronti, paralleli. E mi dispiace, oh!come mi dispiace!
Perchè io non sono appunto una mamma standard, già codificata, una che porta al parco il bimbo in tiepide mattinate primaverili, per intenderci. Perchè di mattina ho innanzitutto l’impegno della fisio, ad esempio. E poi c’è da organizzare tutto il resto, compatibilmente con i miei movimenti da bradipo in semiletargo.
Ho scelto di raccontare gravidanza e successiva maternità, perchè durante i mesi del pancione a papalla, cercavo in rete disperatamente notizie su donne con sm che avevano deciso di intraprendere la stessa avventura… e non le trovavo, oppure se le riuscivo a raccogliere, i dati in mio possesso risultavano molto scarni.
Oggi questo bagaglio di momenti unici ed irripetibili, fatto di lotte epiche contro rigurgiti alla ricottina acida e ninne nanne molto poco calmanti, c’è, esiste è mio perchè vissuto da me, visibile e leggibile a chiunque desideri sbirciare sul blog.
Però resta la sensazione di essere una highlander, proprio perchè non trovo punti di riferimento, nella blogosfera. E sì che cerco, cerco, nel mondo delle mamme blogger, nei loro stili di vita, nei racconti dello svezzamento, dei sonnellini pomeridiani, dei primi passi dei loro bimbi, un guizzo di luce da poter tranquillamente comparare con quelli del mio bambino.
Questa sensazione di solitudine, che non credevo poter trovare su internet, dato che ho sempre ricevuto tanto in termini di solidarietà umana, mi spiazza ed avvilisce almeno nell’istante in cui lo scrivo.
Vorrei però che tutto questo affannarmi alla ricerca di una testimonianza, di una esperienza, di madri come me, un giorno magari giungesse a termine…un termine positivo, con incontri ricchi di scambi di idee e di emozioni che lascino il segno!