Io non ho paura!

Amiche e parenti, ora che la data x si avvicina, spesso mi rivolgono la stessa identica domanda :”Hai paura del parto?”

No, cari miei, la paura del parto è un sentimento che al momento non conosco, non ci penso nemmeno.

Perchè dovrei aver paura? Il bambino certo prima o poi dovrà nascere, che sia un parto naturale o cesareo. La scelta dipenderà da numerosi fattori, in primis dal fatto che assolutamente non posso stressarmi.

Non potendo parlare di paura, perchè non la provo, posso solo raccontare dell’attesa che sta diventando snervante, del completo stato di incoscienza in cui verso – una beata incoscienza sugli avvenimenti prossimo venturi.

Sarà perchè ho fiducia del ginecologo e della sua equipe, sarà perchè voglio arrivare all’appuntamento con mio figlio in totale relax mentale, senza ansie o attacchi di panico inconsulti.

E per ora sto così, nei tranquilli, e spero di restarci ancora per parecchio.

la supponenza gravidica.

Ordunque, sono/siamo al giro di boa del V mese.

Il bimbo cresce, 14 cm e mezzo…inizia a farsi sentire specialmente la sera…pare che abbiamo un appuntamento fisso io e lui verso le 22 e trenta.

La prossima ecografia “importante” alla quale ci sottoporremo è la famosa strutturale, l’esame attraverso il quale misureranno ogni minima cosa del piccolino.

Sono piuttosto tranquilla, anche se mi è ritornata la nausea (ma è un buon segno!) e pancia e seni crescono a dismisura.

Ma ci sono anche gli sbalzi di umore gestazionali e le paure che ogni tanto mi assalgono specialmente quando la notte faccio degli incubi oppure quando mi ritrovo a conversare con amiche già mamme.

La questione deglli incubi notturni è presto risolta con una salutare prima colazione in compagnia di “What a wonderful world” e l’esclusione delle lugubri notizie che appaiono sul quotidiano. E poi con un ragionamento a mente fredda. Ad esempio il peggiore incubo che ho avuto -cadevo a terra e nessuno mi aiutava nonostante supplicassi chiunque specificando che ero incinta- dal quale mi sono svegliata urlando e piangendo, l’ho analizzato rendendomi conto della mia paura atavica , se così si può dire, di essere da futura madre impacciata nei gesti e nei movimenti, diventando un pericolo io stessa per mio figlio, di non riuscire a soccorrerlo. Mi chiedo spesso quanto e quando la mia malattia inciderà, e spesso mi dico che sta tutto nella mia capacità di reagire ai suoi attacchi, che ci saranno indubbiamente, inutile nasconderlo.

Al contempo mi aiuta il pensiero di non essere sola, che in futuro ci saranno i miei parenti e mio marito a sostenermi.

Ma passiamo invece alle   conversazioni amicali. Quelle sì che mi mettono ansia, dato che di natura sono leggermente impressionabile. Fino ad oggi per fortuna non ho sentito nessun racconto su parti perigliosi e tagli cesarei, altrimenti sai che fifa! Però giusto ieri una mia amica mi ha descritto la sua strutturale, del tempo -3 ore e mezza- che impiegarono per eseguirla dato che la sua creatura non si muoveva e di conseguenza l’ecografo non poteva prendere le misure. E quindi lei a scendere e salire le scale, nella speranza che il suo movimento facesse smuovere una buona volta il bambino. Mi ha detto che si è stancata tantissimo, e ci credo!

Ecco io adesso non dico di aver paura della strutturale, ma una pulce nell’orecchio da ieri ce l’ho a causa di questa narrazione ecografica!

Poi ci sono quelle persone che raccontano di splendide gravidanze, con pancioni orgogliosamente portati a destra e a manca, quando poi nemmeno una loro parola corrisponde alla realtà…io la chiamo “supponenza gravidica” ed è tipica di quelle donne che covano dentro di sè quel desiderio incontenibile di riversare sulle giovani alle prese con la prima gravidanza pseudo-consigli: in realtà è un trucchetto per evidenziare il loro alto contenuto di esperienza sul campo.

Così era la mia fisioterapista, che mi ha tediato tutto il tempo con le sue imprese gestazionali, amniocentesi inclusa.

Da parte mia, all’inizio l’ascoltavo dapprima affascinata, poi sfasteriata…perchè ogni volta era una critica nei miei confronti!

Del tipo: mi alzavo a fatica dal letto dopo gli esercizi di fisio lei mi esortava così :”su, su, su! se ti alzi così adesso come farai quando sarai al settimo mese? se già adesso dormi con due cuscini, come farai alla fine della gravidanza? pensa che io dormivo sul futon!”

Volevo dirle: “Bella mia, tu sei una donna in salute ed atletica mentre io sono tutto l’opposto!”

ma non gliel’ho detto, perchè sono una personcina cortese nei modi.

Però quando ho finito le sedute di fisio, ho tirato un sospiro di sollievo.

Davvero la sua supponenza gravidica mi dava sui nervi!

***

diciamo pure che è piuttosto raro che io mi risenta quando chiacchiero con qualcuno, insomma non sono una che se la lega al dito o ci rimugina sopra per un frase detta in un certo modo. ma, ecco, la presunzione proprio non riesco a mandarla giù!Fermo restando che accetto di buon grado -e ci mancherebbe!- parole e consigli dettati dal cuore…