il venerdì del libro – Trainspotting ma anche no

appuntamento col venerdì del libro di   homemademamma

Può succedere che a un certo punto della notte, della lunghissima notte da insonnia da cortisone la vostra eccetera si decida, nella più totale abnegazione da lettrice compulsiva-ossessiva, di non rimandare più oltre…. la lettura di quel libro. sì proprio quel romanzo, che il fratello aveva tanto ma tanto osannato anni e anni or sono.

e così lo iniziai a leggere.

già il titolo Trainspotting  di Irvine Welsh.  e vabbè ci vuole una traduzione ad hoc. per fortuna c’è internet più reminescenze liceali.

e devo dire che la curiosità all’inizio mi ha dato una grossa mano. anche un pizzico di sadismo personale, direi. ma non ho avuto uno stomaco molto resistente, nelle descrizioni soprattutto. di una crudezza che lasciava senza fiato. e poi certi termini. il significato del verbo svomare ci ho messo un po’ per metterlo a fuoco.

una prova di coraggio, forse  la mia. andata a male. eh. non l’ho finito di leggere. a un certo punto l’insonnia ha ceduto il passo a Morfeo. per fortuna.

ma al mattino , alle cinque del mattino ero di nuovo sveglia. con quell’ansia di leggere, e sul comodino salvifico c’era un altro romanzo. quello appena letto per il gruppo di lettura Bryce’s House.  l’acchiappo al volo, un’altra sessione di eroina purissima non l’avrei sostenuta nemmeno per tutto l’oro del mondo.

e il libro salvifico in questione indovinate un po’ qual è?

Piccole donne di Louisa May Alcott! qui un’interessante post in tandem scritto da me sulla trama del romanzo delle sorelle March insieme a un’altra appartenente al GdL! buona lettura!

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6 thoughts on “il venerdì del libro – Trainspotting ma anche no

  1. Trainspotting è un libro tosto – come poi il film che sa esso è stato tratto. Bello, ma ha bisogno del periodo giusto, e forse anche di piccole dosi.

    Piccole donne è un piccolo classico della letteratura giovanile, forse uno dei migliori, scritto con abilità e intelligenza da una Alcott che si è divertita a mescolare narrazione di gruppo di pari, Thoreau, un po’ di autobiografia con la conoscenza intelligente delle regole di identificazione dei suoi giovani lettori. Per me un romanzo irrinunciabile, da piccina, come ora.

  2. mi sa che non era il momento giusto per leggerlo! come libro mi sembra un po’…forte! io ho avuto una sensazione simile con i Ragazzi dello zoo di Berlino… quando c’è di mezzo la droga non è facile!

  3. Pingback: Homemademamma » Venerdi’ del libro: “Restaurant Man”

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