piccola scrivana partenopea

insomma, la notte è profonda e non ho nessuna voglia di chiudere gli occhi di abbandonarmi tra le braccia di Morfeo.

quindi scrivo, l’antidoto più efficace contro le maledettissime ore insonni dovute al cortisone da bolo.

da quanto tempo scrivo? ore minuti secondi battiti respiri lacrime carezze scoperte emozioni sensazioni fili destinazioni capitoli brividi articoli scintille viaggi avventure sogni

non lo so con precisione assoluta.

ricordo le  prime paroline tracciate a matita, guidata dalla mano di mamma e poi della maestra.

scrivere leggere due passioni in una. che crescono autonomamente. crescono accompagnandomi, anzi inseguendomi come  piccole volpi alla riscossa. e io che mi lascio incantare a dovere.  con le favole i miti e le leggende. tristano re artù le mille e una notte i castelli della loira e caterina de medici. e poi i carnosi volumi delle biblioteche i loro fascinosi archivi di pergamene dorate, gli affreschi e i papiri ercolanesi, le bancarelle di libri usati a san biagio e quell’odore che sa di antico e di muschio, come un presepe di tanti nonni fa.

che fosse poi un vero mestiere? il mestiere della scrivana, di quella piccola idealista che vorrebbe rovesciare il mondo grazie alla sua meravigliosa bellezza.

e così un po’ per sfida un po’ per azzardo l’anno scorso presentai il cv, a un magazine online. chiedevano articolisti. ora l’articolista, una entità per me fino a quel momento perfettamente misconosciuta. ma mi calai nella parte.

anche se era un lavoro massacrante. non c’era poesia, c’era solo la produzione in batteria. mi sentivo come una gallina da uova, nè più nè meno. articoli da  consegnare in giornata, almeno 3 tutti sul pezzo. attualità gossip duro e puro, ringraziando Belen e Corona. la paga? il contratto? stendiamo un velo pietoso. però fu gavetta, fu esperienza. facevo le due di notte al pc e il mattino dopo alle sei già ero a caccia di news da ultim’ora.

poi diedi un taglio. abbastanza tormentata da chiedermi di più, un gradino dal panorama meno sfittico, qualcosa su cui lavorare seriamente in previsione di…sogni più poderosi e vellutati. tipo il patentino per l’OdG.

faccio passare un po’ di tempo, percorro sempre i vari annunci offerte interntettiane, nel frattempo curo la materia prima, cioè lui il mio blog, così amato e bistrattato, cerco fonti, allargo emozioni, studio con i nuovi strumenti della rete, faccio supposizioni e mi incanto a guardare il lavoro degli altri. così affascinante che mi sento una scheggia di vetro nell’universo della letteratura.

e poi con tutto questo gran cercare alla fine l’occasione arriva, ed è bella e interessante.

perchè dal mese di marzo sono stagista, redattrice stagista. in un periodico universitario. mi occupo del lato arts&entertaintment. ed è un lavoro, una professione che mi stuzzica giorno dopo giorno. la redazione è giovanissima, e in gamba. il carico di lavoro è ben distribuito e sto imparando un mucchio di trucchi del mestiere. e poi si respirano idee ed è la cosa più importante.

ecco, per il momento sono questa:  un piccola scrivana partenopea. con le tutte le migliori intenzioni di procedere per il meglio. per una strada luminosa ma anche piena di ragnetti, e fuochi fatui.

e questo è solo l’inizio eh!

il progetto patentino è l’approdo, ma non il traguardo. in vista, all’orizzonte c’è ad attendermi un papabilissimo corso per correttore di bozze più la partecipazione a un altro progetto su …un altro genere di comunicazione. ho in caldo l’ennesimo curriculum, perchè voglio dimostrare a me stessa che con la bontà delle parole, possono verificarsi delle ottime possibilità di riscatto e di pienezza delle nostre vite- soprattutto della mia!

una balenottera azzurra

 

sono più o meno così una balenottera azzurra spiaggiata.

non ho forze, sono stremata dal cortisone.

non me l’aspettavo così pesante.

vorrei essere più ottimista. come è il neurologo.

mi ha detto che passeranno gli effetti collaterali. devo dare tempo al tempo.

sarà  ma sono davvero esausta.

e dire che avevo tante energie da vendere…prima del bolo!

contest l’anima gemella

per cacciar via lo spauracchio delle flebo e della ricaduta, quale scelta migliore se non partecipare al contest di Puffola Pigmea una blogger che ho avuto il piacere di incontrare grazie a Slela della tribù.

Tema del contest: l’anima gemella.

allora le regole del contest di Puffola Pigmea le trovate qui.

e questa è la mia storia, sulla mia anima gemella…

tenete pronti i fazzoletti, vi avviso.

dicembre 98, sabato sera sabato qualunque. sono appoggiata al cofano di un’auto in attesa che si decidano dove andare a trascorrere la serata: pizza o non pizza? pizza! al ricomincio da 3,! tutti in auto allora, tutti in tiro e con tanta voglia di essere spensierata. quella sera ero nuova della comitiva, una outsider. tutti più grandi di me, di parecchio, io matricola universitaria con in tasca un misero esame. che però avevo tutta l’intenzione di festeggiare quella sera. a tavola , le solite cose, scherzi da prete e risate e canzoni. lui era seduto di fronte a me. le presentazioni molto cordiali al limite del formale…pensare! avevo tra le mani il suo bigliettino da visita, molto professionale… al dessert, mi domanda se possiamo dividere una fetta di babà alla crema. e io accetto. nell’intimità del piattino e della lacrima di rhum che odora di belle cose, il ghiaccio si rompe tra noi due come per magia. restiamo a tavola mentre gli altri complice la musica vanno a ballare e parliamo parliamo. trono a casa, senza voce.  la settimana trascorre così, senza nuovi contatti…il motivo? il più banale! io non avevo il cellulare! sì era un’era geologica fa. a pensarci bene.

in ogni caso, il sabato successivo stesso posto stessa comitiva ci rivediamo. e da lì…insomma iniziamo a frequentarci più assiduamente. natale capodanno all’epifania eravamo sotto marechiaro e lì il nostro primo bacio.

tutto bene? fino alla fine di san valentino. un brusco ripensamento. fine della storia.

sto da cani. vado via da napoli. vado proprio al nord. poi ritorno. devo comunque pensare all’università. e poi alla fine non posso fare la monaca di monza. ed ecco che alla fine della primavera ritorna sui suoi passi.  mi spiega. dice che non si sentiva sicuro. tutto tropo in fretta. alla fine. ricominciamo. perchè sentiamo di essere fatti l’uno per l’altra.

e la nostra storia procede, a gonfie vele. nonostante la mia giovane età. che poi 7 anni di differenza che saranno mai!?!

andiamo sicuri, perchè ci completiamo, lui è la mia spalla la mia sicurezza, il mio bene.  siamo una cosa sola. a riscriverlo così mi vengono i brividi. un amore totalizzante il nostro.  che dava comunque spazio alle nostre aspirazioni.

iniziamo a pensare per scherzo e per gioco alla possibilità di andare a vivere insieme. ma non una convivenza qualsiasi. una cosa seria, cioè un matrimonio.  allora. bisogna a qesto punto conoscere la famiglia di lui in modo ufficiale.

e qui. cade la prima nota dolente. avete presente romeo e giulietta? d’ora in poi sarà questo il copione della mia storia d’amore. per tutto il periodo del fidanzamento ho subito una serie di ostacoli emotivi e non solo che  penso che un’altra al mio posto avrebbe rinunciato a sposare il suo fidanzato senza nemmeno il beneficio del dubbio! per fare un esempio?

è il giorno della mia laurea. è tutto pronto. la seduta è finita. promossa con il massimo dei voti. tutto il parentado che si avvia verso la festa del dopo laurea. tutti al ristorante….tutti meno la famiglia del mio fidanzato! che mi telefonano, -mi telefonano!- dicendo che non potevano venire più nonostante la sera prima mi avessero rassicurato della loro presenza. era l’occasione per conoscere i miei genitori. i miei zii un’occasione per stare insieme per divertirsi e festeggiare. dove si sarebbe festeggiato anche l’anello di fidanzamento! bene almeno quello l’abbiamo festeggiato! ma quanta delusione, quanta amarezza! quelle sedie ai tavoli vuote. quel chiaro rifiuto di essere partecipi!!!

vabbè…siccome sono una brava ragazza, metto da parte orgoglio e amarezza, ma ovviamente i rapporti si raffreddano. anche con lui, che paradossalemnte non sa come districarsi in una situazione del genere. il messaggio della sua famiglia era stato chiaro. almeno a me . e comunque mi propone un patto. tesoro freghiamocene, non ci pensiamo. lavoriamo studiamo, pensiamo al nostro futuro. mettiamoci alla ricerca di una casetta e vediamo se possiamo sposarci.

nel giro di nemmeno 6 mesi come per magia le cose cambiano in meglio: trovo lavoro, un bel lavoro, trovo casa. una bella casetta, la fittiamo ed è soltanto ora di pensare al matrimonio. si mette in moto la complessa macchina nuziale. abito fedi confetti ricevimento. faccio tutto da sola grazie all’aiuto di mia madre. i aprenti di lui. spettatori e basta.

ho tentato di coinvolgerli. vuoi venire alla prova dell’abito? alla scelta della torta? sempre rifiuti. non devo andare a fare la spesa!

e cmq sapete nell’assurdità della situazione ero felice lo stesso.

poi il fulmine a ciel sereno.

mia ammalo sono ricoverata in ospedale.  2 mesi prima delle nozze. la diagnosi è sclerosi multipla.

nonostante questa spada di damocle sulla testa ci sposiamo lo stesso. siamo stati pazzi vero?

lo siamo ancora credo.

da qual giorno di nove anni fa, la nostra unione è andata avanti. non è stato sempre facile. non per la malattia in sè ma per i continui ostacoli familiari. che oggi fortunatamente non ci sono più.  se il cielo è un po’ più sfocato oggi mi consolo guardando al passato, all’enorme risorsa del nostro amore, soprattutto al frutto del nostro amore, al nostro bambino. il nostro bene più prezioso. quello per cui vale vivere e lottare e amare e sperare.

 

il venerdì del libro- la metà di niente di Catherine Dunne

immancabile l’appuntamento col venerdì del libro di  homemademamma

La metà di niente di Catherine Dunne.

E’ una tranquilla mattina dublinese in casa Holden.  Rose in cucina a cuocere le uova per colazione, i figli di sopra e Ben è improvvisamente accanto a sua moglie e le dice. Basta tra noi è finita. vado via. non cercarmi. mi farò vivo. non ti amo più.

così getta nella spazzatura una vita matrimoniale durata ventanni. una casa da condividere e tre figli da tirare su.

per Rose è più di una doccia gelata. è il momento di riprender in mano la sua vita, di spazzare via i cocci del suo rapporto matrimoniale e con le sue sole forze trovare la strada giusta, il lavoro per il sostentamento suo e dei suoi cari, per non colare a picco come invece stavano per ottenere le parole e il comportamento scriteriato dell’ormai ex marito.

non voglio andare oltre nella descrizione delle vicende di questo romanzo. voglio che siate voi a essere abbastanza stuzzicati dai miei pensieri. adesso complice l’insonnia da cortisone sono alla sua terza rilettura! non mi stanco no. assolutamente. perchè la storia merita. scorre veloce, appassiona.

combatti e lotti insieme a Rose, sei e resti al suo fianco. adotti e avvalli le sue mosse, i suoi disperati tentativi. ti alzi all’alba insieme a lei, ti rifugi in cucina con l’amica in cerca di una tazza di thè e di un consiglio, lavori fino a notte alta tra impasti di pani lievitati e alla fine scopri che sei una donna forte e migliore, migliore di quello che ti aveva fatto credere il tuo compagno. segno che il sesso cosiddetto debole non lo è per nulla nei reali momenti di grave necessità.

adoro La metà di niente il romanzo di Catherine Dunne, forse proprio perchè mi è capitato sottomano in questo periodo di grande sconquasso personale, non solo fisico intendo.  e lo leggo con avidità , cercando conforto. certo non sono un’eroina di carta, sono una donnina in carne e ossa, molto in carne in questo momento.

con un mucchio di desideri comuni. forse troppo comuni oppure troppo irrealizzabili.  il fatto è che probabilmente in questi istanti sono sommersa da desideri così grandi che paiono schiacciarmi col loro peso! quali sono? faccio una breve lista!

- innanzitutto stare bene, volesse il cielo!  far passare la poussè al più presto possibile!

- lavorare nel senso di lavorare: ovvero buttarmi senza indugi in una realtà lavorativa, mia personale. perchè credo di avere le carte in regola. attualmente il ruolo di redattrice online mi sta bene ma non ho intenzione di limitami solo al patentino OdG, voglio fare anche altro. e così il corso di correttore di bozze. ho tempo fino alla fine di agosto per l’iscrizione. son pazza forse a sperare di poter riuscire a superare l’ammissione? vedremo…

-perchè poi  una volta ottenuto l’attestato del corso sarebbe non dico in discesa, oh no ma almeno un punto di partenza…valido. suppongo.

- e poi credere in me stessa non potrà farmi che bene! io no sono solo la malata sono ben altro!

-questi sopra i punti salienti della lista, quelli che saltano in gola ogni momento del giorno e della notte. si calmeranno quando avrò compilato i moduli dell’iscrizione ne sono certa. 

-poi ci sono gli altri punti salienti, quelli che vivono di filato nel cantuccio del mio cuore e che ve li ricordo a fare….no? sono sempre gli stessi da 3 anni a questa parte: la necessità del nostro nido, la casetta tutta nostra in questo quartiere possibilmente date le mie condizioni di salute, la speranza di vivere noi 3 cuori e capanna, tra le mie cose e non perennemente randagi…ok randagi non lo siamo, ma io ho bisogno di casa mia, cucina mia, tazze mie, e via dicendo. rivoglio il mio mondo, quello che avevo prima dello sfratto!

e poi quella teiera in copertina, così identica alla mia, che dorme in garage in attesa di giorni migliori…questo romanzo parla proprio al mio cuore ne sono certa!

con il passare dei giorni e delle flebo…breve diario autoironico di una mamma con sm

sapete una cosa? avevo dissimulato con spavalderia da guascone l’entità della ricaduta. perchè io sono una roccia, perchè ho un mucchio di cose da fare, perchè non voglio arrendermi mai all’evidenza.

e invece mi è toccato fare i conti con lei. con  sua maestà iraconda, incattivita, più che mai.

certo mi è andata di lusso, per una serie di fortunate coincidenze: aver trovato il neurologo per un consulto al volo casalingo, aver iniziato senza ulteriori indugi la terapia cortisonica, aver l’appoggio come sempre della mia famiglia di mia madre in primis.

ora non mi resta che da brava attendere i risultati. che verranno ne sono certa. senza agitarmi ulteriormente.

questo che segue è un piccolo riepilogo delle giornate che stiamo vivendo tutti qui in casa, nell’attesa di impercettibili miglioramenti e di grandi conquiste.

perchè lo scrivo? perchè voglio far capire alle persone che mi stanno leggendo che ce la si può fare, nonostante tutto, con un pizzico di organizzazione e tanta inventiva. mantenere il polso della situazione e curarsi per bene, senza tralasciare l’accudimento del pargolo, in ogni senso.

e allora via che si parte con la cronistoria diaristica delle flebo estive.

IL PRIMO GIORNO.

l’infermiere è svizzero come non mai. le sette e mezza e la flebo è già partita in vena. mi rilasso. chicco è in buone mani, non si accorto di nulla, intento com’è nel prendere il biberon. poi sento che mi chiama, entra nella stanza e trova tutto l’armamentario: i fili della flebo, l’attaccapanni di fortuna, i suoi occhi sono laghi di domande. ma io butto tutto sul ridere: mamma si sta prendendo un succo di frutta speciale, tempo un’ora e sono a giocare con te!  e un’ora fu! certo la velocità della flebo stordisce un tantinello. ma il fisico reagisce, in bene. è forse il pensiero di tornare subito in posizione eretta a darmi la giusta carica. dopo il termine della terapia sono tutta di chicco. è ormai ora di pranzo. insieme a tavola il tempo vola, i cartoni animati fanno il resto. come anche gli acquerelli. stesso copione al pomeriggio. la gamba è gonfia ma non mi lamento. qualche piccolo segnale già lo ravviso. per il resto cerco di non affaticarmi e mi consolo con un gelato. il neurologo è stato di parola: mi ha confortato e risollevato. mi ha detto di pazientare e di  dar tempo alla terapia di fare effetto. sono fiduciosa infatti. forse la notte è più ingestibile. a causa dell’insonnia. che ghermisce e non molla. ho una pila di libri sul comodino. Camilleri è già andato, purtroppo ma c’è Michela Murgia. stanotte le ore piccole le faccio con lei.

IL SECONDO GIORNO.

iniziata tardi la flebo. dopo le nove e mezza. si è sballata tutta la mattinata. chicco un po’ irrequieto stamattina era presente. ma non ha fatto troppe storie. avevo preparato un giochino divertente con un calamaro di carta e si è distratto. poi è stato insieme al papà quasi tutta la mattinata, e con la nonna. a pranzo di nuovo insieme ai cartoni animati : uan pastasciutta a tempi record! adora la besciamella e stamattina cascasse il mondo ho preteso da me stessa la forza necessaria per stare ai fornelli e prepargliela. ho ripreso fisioterapia passiva però. e ci voleva eccome. dop la seudta più sciolta e meno parestesie. abbiamo preparato uno schema tattico per le ultime sedute. dato che poi andremo a mare e quindi sarò tutta riabilitazione acquatica come mi ha suggerito il neurologo. anche perchè anch’io ho diritto a godermi il mare e mio figlio.  adesso il piccolo è ancora nel mondo del pisolino pomeridiano, ancora per poco però. anzi mi stupisco che non si sia già ridestato…

IL TERZO GIORNO.

insomma, oggi è partita storta. non tanto la flebo in sè, ma il dopo. sono ancora a distanza di ore come stranita. su una nuvola. la testa piena di ovatta. magari più tardi col fresco mi riprendo. ma ora…decisamente non va…   a parte il fatto che ho comunque deciso di fare tutto il ciclo di flebo e sto attaccato al telefono del neuro che è sempre occupato!!!

ok sentito il neuro. è ufficiale saranno 5  flebo. stasera sono a pezzi, ma davvero. l’edema alle caviglie non mi fa respirare quasi. per il resto normale routine. giocato molto con chicco appena sentivo di poterlo fare.  domani e dopodomani poi è finita. il neuro mi ha rassicurato con il termine delle flebo finirà anche il gonfiore. devo solo avere pazienza. tanta pazienza. ah però la bella notizia c’è. la parestesia è diminuita tantissimo! almeno lei!

e nella notte…

imprevisto abbastanza tragicomico! non riuscivo ad alzarmi dalla sedia vicino la scrivania ero rimasta tropo tempo seduta. hai voglia a chiamare aiuto. sono rimasta buon dieci minuti a invocare soccorsi!!! poi insomma sono stata prelevata ma quanto spavento!!!

QUARTO GIORNO.

ok siamo quasi alla fine. oggi la flebo è stata come dire istantanea. nemmeno un’ora è durata. forse troppo breve! infatti dopo ne ho risentito parecchio. adesso è il momento del relax. la mattinata in realtà l’ho trascorsa dormendo profondamente. chicco è uscito col papà poi la ritorno abbiamo curato insieme la bambola che is è fatta male alla gamba con un cerotto e una siringa. e poi che tenero mi ha messo la crema sulle gambe! tutto fiero di aiutare la sua mamma! l’importante è la metto sul gioco, così no si traumatizza. chiede sempre quando finisco di prendere il succo di frutta dal braccio e poi si propone per una punturina anche sul suo piedino! ha sempre il sorriso sulle labbra e questo m infonde grande fiducia. ah io sto meglio eh con la parestesia! il problema ripeto è il gonfiore….che non passa!

stasera non sono ironica nemmeno un briciolo. sono allettata e incazzata con  questo gonfiore che mi costringe alla perdita della mia autonomia. non ho cenato  come volevo non ho visto le olimpiadi e sono in un brodo d sudore nonostante il climatizzatore. spero che domani sia un risveglio senza edema, per davvero però! domani è anche l’ultima flebo finalmente!!! pensatemi per favore.

quinto giorno.

fine. fine delle flebo. evviva! no immaginate la sensazione di liberazione. che sto provando. sono ancora a letto, ma stamattina sono riuscita ad arrivare in cucina sopra le mie gambe che fanno giacomogiacomo. ora ono di nuovo in ritenzione e quindi preferisco non rischiare passeggiatine a scapito di cadute incontrollate. per il resto bevo e sudo sudo e bevo e teno di togliere l’acqua da dentro al mio corpo.

da domani inizio il medrol a scalare per una settimana….e vediamo come sarà lo sgonfiamento. spero più rapido.

mi ricordo che una volta dopo un cidlo abbastanza forte di cortisone più un rm con gadolinio selvaggio, stessi una intera nottata al bagno. senza solujzione di continuità il giorno dopo gambe snellissime, ma quanto stress accumulato…

bene bando ai tristi ricordi bando alle ciance, c’è un’estate piena di mare e sole  e piscina e gite fuori insieme al mio bambino. devo stare bene per lui…

e ce la farò!!!

ce la devo fare!

 

 

creatività da cortisone in arrivo: e tu mi daresti una mano?

nell’attesa di confezionare un post su gestione ricaduta e gestione pargolo – pargolo che comprende e non ci vuole la zingare che la mamma è abbattuta ko al tappeto- qui urge una terapia antistress ripiena di creatività!

per cui ho intenzione di creare dal nulla per chicco un album o uno scrap book pieno di foto immagini  e sfondi con i suoi personaggi disney preferiti… da saetta mcqueen a dumbo, da topolino a cenerentola —in  generale lui è appassionato a tutti gli animaletti disney, in cima quelli con codine e orecchie!

allora forza! datemi una mano! non potrò mettermi alla ricerca su internet perchè per ovvie ragioni devo restare stesa a letto! fareste per me questa caccia al tesoro? vi ringrazierei immensamente!

sarebbe il mio prmo scrapbook e quindi sono benvenuti anche consigli su come si fa uno scrapbook!

coraggio! la mia casella di posta è questa: sirenaleucosia@gmail.com

datemi un briciolo del vostro estro fotografico e della vostra esperienza nell’arte dello scrap!

il morale della sottoscritta riceverà enormi benefici!

e allora, il punto della situazione!

…dov’ero rimasta???

tiriamo a indovinare!  tenuto conto dell’ora piuttosto alta, e del fatto che sono sveglia come un grillo, significa che sono reduce da una potentissima flebo di cortisone…

la prima di 5 !

e già, sono stati 3 anni di pausa da ricadute pesanti e ma questa ha segnato lo stop.

intesi, uno stop da non prendere con grida d’allarme. purtroppo è parte del gioco.

del gioco della bastarda.

però non demordo.

le ricadute sensoriali sono molto più gestibili di quelle motorie.

e questa è solo una poussè sensoriale.

tempo altre tre flebo e già vedrò miglioramenti tangibili!

il neurologo stasera è stato comprensivo, e mi ha rassicurata tantissimo.

per il resto, non sarà certo la ricaduta  a fermarmi.

anche in questo il neuro è stato categorico:  le indicazioni terapeutiche non strettamente farmacologiche riguardano:

- non restare a letto tutta la giornata ma muoversi per quanto possibile

- restare attiva mentalmente, quindi lavorare perchè il lavoro nobilita la donna in ogni senso

- cercare nuovi spunti e nuove idee… e credetemi quelle certo non mancano!

 

vediamo come andrà in questi giorni di intensa cura cortisonica…

tenete le dita incrociate mi raccomando!

 

presentami un blog … di poesia- VIA DELLE BELLE DONNE

questa tappa della Caccia al Tesoro 2012 di Mammafelice non poteva che giungere in un momento più propizio per risollevare il mio animo -parecchio- bastonato data la piega assunta dagli eventi riguardanti la mia salute.

mentre scrivo disquisendo di poesia, assonanze, metafore, ancorandomi speranzosa alla cornetta del telefono per al salvifica chiamata del neurologo, trovo rifugio in questa tempesta estiva della malattia, che spero passi presto via senza strascichi come un temporale sul panorama marino. 

non voglio pensare assolutamente al peggio, voglio pensare a stare presto bene, e così la poesia verrà in mio soccorso, compagna di sussurri, pittrice di anime, percorsi di sentieri di luce.

ok allora partiamo con i miei blog di poesia preferiti! perchè poi sicuramente in un secondo tempo scriverò dei miei blog di letteratura preferiti, quelli dedicati alle scrittrici e agli scrittori!

blog di poesia…nel mio blogroll…sono tanti davvero! e così li includo tutti, perchè ognuno di loro mi dona tantissimo in emozioni, rivelazioni, sensazioni… dalle scoperte più inaspettate, ai ritorni di fiamma, in un delicato equilibrio di sfere e prismi, cristalli e ghiacci.

il primo blog che ho il piacere di farvi conoscere è VIA DELLE BELLE DONNE. è un blog letterario collettivo, che dà voce alla sana poesia italiana, soprattutto alle poetesse di oggi, collegandole con quelle di ieri. monografie, ristampe novità editoriali, assaggi di versi – i miei preferiti- un entusiasmante caleidoscopio di vivaci suoni e colori vibranti.  uno dei post più recenti da me letto, durante il periodo pasquale (questo qua) su di una poesia di Marta Ajò mi ha aiutata parecchio a superare appunto la festività della Pasqua 2012, caratterizzata in quel frangente da un improvviso  contorcersi luttuoso degli eventi familiari. quando la poesia solleva lo spirito!

il secondo blog poetico letterario su cui ho intenzione di rivolgere i riflettori è LA POESIA E LO SPIRITO, anch’esso collettivo, curato da un nutrito gruppo di scrittori capitanati da Fabrizio Centofanti.

il loro motto è : potrà questa bellezza rovesciare il mondo

molto curato nell’impaginazione dei post, i racconti si aprono sempre con un brano di musica classica, dei più disparati autori, da Brahms a Rach, da Schumann a Bach…come una collana di perle i vari racconti descrivono sensazioni e ricordi anche di vita personale, ma con un chairo riferimento all’attualità quotidiana.  questo Guarisci mi ha fatto piangere per la sua bellezza…e poi sempre stupendo leggere i commenti a margine dei vari lettori che sentono il desiderio di esprimere le loro opinioni più sincere. a questo blog mandai tempo fa un mio racconto, che ovviamente non fu pubblicato. però cno contenta lo stesso, perchè grazie alla loro attività editoriale hanno dato un guizzo al mio sonnolento e bradiposo modo di agire, facendomi trovare la giusta occasione per fare quel famoso salto nel buio…ovvero spedire una mail senza troppi ripensamenti e con un brivido di coraggio.

e infine l’ultimo della lista, ma solo in ordine spazio temporale è il blog personale GLI OCCHI DI BLIMUNDA di Alessandra Pigliaru… grazie a lei devo la scoperta di Michela Murgia, di Marina Cvaeteva, Irene Nemirovsky, e tante altre poetesse e scrittrici. accorgendomi nel leggere i suoi articoli di quanto sono beatamente ignorante in letteratura e di quanto mi affanni a colmare lacune che nonostante tutto è sempre più difficile riempire.

ero partita un giorno lanciando sul motore di ricerca due nomi emblematici per me: Sylvia Plath e Alda Merini.  ho trovato per mia fortuna più di un tesoro nascosto tra le pieghe della rete!