traboccante d'azzurro

accarezzare un progetto significa …diventare coraggiosi!

ieri notte scrivevo questo dove mi davo da sola un incoraggiamento. perchè ora c’è questa possibilità che sto seriamente valutando: la scuola, i test preliminari per i TFA. come? cosa? di nuovo sui libri a studiare? la risposta è sì. al momento sto valutando seriamente questa possibilità. molto seriamente. tutti i pro e i contro. le ore anzi le nottate per prepararmi. e poi affrontare i test. e poi sopportare lo stress. mica robette da niente. e dopo la mia precedente rinuncia gli studi che mi è costata davvero parecchio in termini di autostima personale -anche perchè una mamma deve fare solo la mamma, giusto no?- unita ad amare constatazioni sul fatto che oggi come oggi l’università non è affatto preparata ad accogliere una persona con qualche acciacco di salute.

 si tratterebbe di mettermi di nuovo in gioco.

e decidere non è facile. una volta passato il test si spalancherebbe la via del tirocinio. tempo sottratto alla famiglia. ma tempo sommato al mio benessere. un’ipoteca, una garanzia su un futuro. 

insomma, il coraggio necessario c’è eccome, ma sono nel pieno dei dubbi amletici. mi manca solo il teschio per declamarli e sono a posto!

in ogni caso, i dubbi amletici sfumeranno per forza di cose ai primi di giugno, a quando bisognerà consegnare la modulistica. ho ancora qualche giorno di tempo per organizzarmi, soprattutto per redigere un piano di studi…

 al momento mi rende abbastanza nervosetta il pensiero che tutti i manuali di storia della letteratura italiana sono irraggiungibili in deposito…e che dovrò ricorrere a internet per un ripasso generale di letteratura italiana! sarebb la prima volta che mi preparo per un esame senza i miei libri di testo! (panico). 

 

SOUNDTRACK OF MY LIFE. 1991.

apriti “mio” cuore.

con questo post partecipo al SOUNDTRACK OF MY LIFE DI Antonella -attimi di Letizia

coraggio piccina mia

fatti coraggio piccina mia.

non lasciarti travolgere da corollari di insicurezze.

fatti guidare dall’onestà dei tuoi pensieri

dall’aurora di nuovi giorni

e

vivi a piene mani la vita.

guadagna sorrisi e distribuisci abbracci

trova gli obiettivi del cuore

raduna le forze e supera gli ostacoli

getta lo sguardo lontano,

cerca se possibile una mano amica

e soprattutto respira il tuo coraggio

giorno dopo giorno.

(immagine presa da qua)

come sopravvivere alla realizzazione di una torta di compleanno.

la voce di Amy Winehouse riecheggia calda e suadente per tutta la casa arrivando fino in cucina… Rehab mi pare l’ottimo sottofondo musicale per la realizzazione della torta di compleanno del piccolo. un incitamento, un input necessario quasi quanto la  giornaliera dose di caffè mattutina senza la quale è difficile se non impossibile aprire gli occhi e effettuare qualsiasi movimento. la torta, questo oscuro oggetto del desiderio. ci tengo, come si dice, che venga bene, che sia commestibile soprattutto e poi bella a vedersi. sarà l’orgoglio materno, chissà. oppure il desiderio di rendere speciale un compleanno, di raccontare per gli anni che verranno a Chicco come è stata operosa la sua preparazione, degna di uno chef stellato.

fatto sta che prima di realizzare una torta anzi un birthday cake, bisogna avere una bella scorta di nervi d’acciaio, perchè si rischia, si rischia parecchio in termini di salute…bruciature da forno a parte.

di seguito la cronaca della mattinata culinaria precedente la festa vera e propria…

allora, siamo pronti, dosatori e fruste alla mano. mentre Chicco gironzola per casa con aria interrogativa, è il momento di farcire e decorare la torta, cotta la sera avanti e ancora custodita nella sua teglia di forma rettangolare. Ma Chicco non è di parere concorde perchè non è in quell’istante al centro dell’attenzione. infatti tutte le nostre attenzioni sono rivolte al momento in cui si deve tagliare perfettamente la torta in modo da farcirla con un doppio strato di panna e nutella. e non si sa come, il taglio riesce in modo magistrale. ora resta solo da montare la panna. e qui altra scenata da parte del piccolo festeggiato (con Amy sempre in sottofondo). il motivo? è presto detto! Chicco ha paura dello sbattitore elettrico. una fifa blu. perciò non vuole assolutamente che io lo usi. ma nonostante tutto, nonostante le sue grida di disperazione e i suoi “non voglio!” la panna riesco a montarla e poi a stenderla sul primo strato di nutella. Vittoria!  infine il tocco finale: una simpatica ostia con sopra la scattante silhoutte di Saetta Mc Queen!

qui occorre fare un piccola puntualizzazione: avevo in mente di utilizzare decorazioni di pasta di zucchero, ma visto il prezzo della pasta e la difficoltà di farle autonomamente, ho optato per questa alternativa.

e devo dire che a giudicare dai complimenti ricevuti, la torta è stata veramente gradita!

in effetti…è una vera delizia per il palato! è la famosa torta kinder, la cui ricetta mi è stata gentilmente fornita dalla proprietaria del negozio di prelibatezze dolciarie che ho visitato alla ricerca della pasta di zucchero la settimana scorsa – ricetta che posterò prossimamente perchè in rete questa versione non c’è!

e voi che ne pensate? fa un certo effetto visivamente, o no?

L’angolo di Afrodita è…”In Via delle rose”

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L’angolo di Afrodita è dedicato alle persone che vivono e cucinano col cuore…dove racconti, ricette e passioni si uniscono, per creare dal nulla emozioni indimenticabili…proprio come nel romanzo di Isabelle Allende.

Con enorme piacere inauguro questa rubrica mensile con uno dei miei food blog preferiti, ovvero quello di Patrizia, calabrese di origine e trapiantata in Francia…è un blog che seguo ormai da tempo e si intitola : In Via delle rose.

perchè mi sono lasciata così dolcemente  catturare da In Via delle rose? lasciate che mi spieghi per benino…

perchè è una gioia per gli occhi e per il palato seguire le sue pagine on line, un libro di ricette e di ricordi con accattivanti e poetiche foto, che rimandano al piacere di gustare piatti tradizionali e non, creativi ma con uno sguardo sempre rivolto al passato, a quei sapori di famiglia tramandati con amore.

Da cosa lasciarsi sedurre allora? difficile dare una preferenza tra i tanti piatti proposti dalla inesauribile inventiva  culinaria di Patrizia.  Perchè vi sono i piatti di tradizione, dove la cipolla di tropea regna sovrana negli spaghetti salatati in padella, un primo piatto dove il rinomato e rosato bulbo ben  si  sposa al verde del basilico appena colto e alla salsa ottenuta dai pomodori sugosi della nostra penisola.

senza tralasciare idee innovative e salate da servire come antipasto come …crumble di pomodori e scamorza oppure i dolci come la tarte au citron con meringa con quella gradevole sfumatura chic che rievoca l’impalpabile atmosfera di salotti sofisticati dal tocco parigino dove sorseggiare the ambrato in tazze di fine porcellana dalle delicate nuances.

e poi tra colori e spezie, odori e ricordi, c’è la Calabria; terra di sole, mare e passione che ritorna prepotentemente nelle ricette di Patrizia, un fil rouge che descrive panorami a tavola, densi di bontà: un elemento fondamentale della sua cucina, un tesoro inestimabile di ricette da sperimentare e poi rinnovare anche con nuovi e insoliti ingredienti.

e infine  ci sono quelli che io definisco cavalli di battaglia, veri e propri assi nella manica che conquistano il palato al solo udire il nome del piatto: la  mozzarella in carrozza -un vintage food in tutti i sensi, comune radice delle nostre origini italiane!- oppure il nutella consolazione, o i calamaretti grigliati in salsa aïoli…una rievocazione di storie e di immagini così vicine e così lontane…immagini dense di bontà, dove l’esperienza culinaria  si fonde con il desiderio di raccontare uno spicchio del proprio vissuto quotidiano, accogliendo i suoi lettori con il più caloroso dei benvenuti.

Non ho mai avuto il piacere di conoscere di persona Patrizia, ma mi piace immaginarla nella sua cucina, dove fa bella mostra di sè una pianta di peperoncino  rosso corallo,  intenta a dosare attentamente i giusti ingredienti per una torta speciale - le mani affondate nel burro e nella farina, e uno sbuffo di cioccolata sulla guancia. E aver saputo scovare in rete angoli del genere, dove l’amore per le cose belle e la cucina sono gli elementi caratteristici del foodblog di Patrizia, è una gioia che mi andava di trasmettere a tutti voi, carissimi lettori e amici!

La parola a Ermanno Rea.

L’impossibile, dunque.

ermanno rea a “quello che (non) ho

il bambino multimediale.

chicco ha una passione smodata per il computer. alla sua tenera età già sa come accenderlo, regola il volume e maneggia il mouse con perizia strabiliante. i cartoni animati sono i benvenuti ma anche i giochi dove automobiline di varie fogge e dimensioni scorazzano indisturbate su e giù per il monitor.  da un lato è uno strumento utile, perchè controllo quello che vede, è anche uno svago piacevole e un gioco.

ma c’è un ma. un GROSSO MA.

non ha limiti. mi spiego meglio. non vuole avere limiti.

*

per lui tempo e spazio si interrrompono. esiste solo il monitor , quel monitor luccicoso che cattura e catalizza ogni attenzione. le regole le ho stabilite da tempo. ma c’è sempre quello sgarro che  fa miseramente crollare ogni mite intenzione. e dire che ha giochi a iosa a disposizione!

…forse so dov’è l’inghippo. il computer è troppo vicino a lui. troppo accessibile. dovrei iniziare a pensare a una sua diversa sistemazione. non sulla scrivania… ma sinceramente altro luogo non ho davvero disponibile al momento. certo tutto cambierebbe se avessimo spazi nostri e ben organizzati. allora sì, un piccolo studio con mobilino attrezzato che faccia scomparire all’occorrenza il pc, farebbe al caso nostro! la soluzione geniale.

purtroppo per il momento devo organizzarmi diversamente.

e quando ci sono le belle giornate allora va bene. si esce e si prende un po’ d’aria. si fanno 4 passi e non restiamo tra queste pareti. ma quando piove….è un’altra musica.

tuttavia mi faccio prendere troppo dall’ansia. magari anche questa è una delle famose fasi del suo sviluppo. oggi è attratto dal pc, domani chissà. però intanto, i consigli come sempre sono più che ben accetti! 

 

*foto tratta da qui.

any good news?

ci sono, ci sono le belle notizie. finalmente. belle e soavi come questa serata placida come non mai, dove il caldo ha ceduto spazio a una leggera brezza graffiata da odori salmastri, mentre il cielo si ricopre di nuvole sfatte e sparpagliate all’orizzonte. mi mancava da tanto questa serenità che si è impossessata del mio animo. vedo tutto più netto, raccogliendo sfide e proposte, senza eccessive autocritiche.

 vedo gente. gente vera. finalmente.

e parlo.

forse era di questo di cui avevo bisogno. persone che hanno problematiche simili, e la stessa voglia di non retrocedere ma di vivere opponendosi al momento no. mi pare di respirare perfino un po’ meglio, senza quell’odiosa e solita oppressione sul petto. che sia l’inzio di una nuova fase di indipendenza? me lo auguro!

ma dopo questo capolavoro introduttivo, passo seriamente a raccontare le cose belle di questi ultimi giorni.

  • conoscere una scrittrice. incredibile ma vero. martedì scorso ho potuto stringere la mano di Raffaella R.Ferré in occasione della presentazione del suo libro alla Feltrinelli di Napoli! di certo un evento di quelli che non passano inosservati…se poi aggiungo l’ospitalità e la cordialità in cui eravamo immersi, lascio intuire la bellezza del pomeriggio che ho trascorso tra i libri…
  • io non ho più paura. forse è proprio questa la mia benzina, la chiave di volta, il giusto ingranaggio. me ne strafrego delle difficoltà ormai. non mi lascio intimidire più e non perchè sia improvvisamente guarita, ma perchè ho un nuovo approccio su come fare materialmente le cose. prima mi disperavo e basta, vedevo solo muri scivolosi, oggi tento di superarli quei muri, come posso, ma anche chiedendo aiuto, nel caso ce ne fosse il bisogno. 
  • i nuovi incontri. quelli che fanno stare bene, che aprono la mente e il cuore. assaporare il bello che gli altri sanno offrirti senza paranoie. una chiacchierata con la commessa per capire quale torta cucinare per la festa di chicco, un sorriso di sfuggita tra le navate della chiesa, programmare di uscire al cinema per l’ultimo di Tim Burton…aspirare alla tranquillità e alla realizzazione di noi, delle nostre piccole quotidianità.
  • come rita pavone…la domenica nel pallone! ecco succedono anche gli imprevisti. ad esempio rimandare una festa di compleanno, causa partita del napoli. insomma, in altri tempi sarei diventata una piccola e irrequieta erinni furibonda. e invece, adesso , non so come mai, ma ho semplicemente preso senza batter ciglio la soluzione più giusta, spostando la data e godendomi la vita! ok… c’è anche da dire che l’allestimento festaiolo era appena iniziato, quindi non ho impiegato granchè a fare retromarcia. ma la novità è stata la mancanza di malumori sottili da parte mia. e vi assicuro che non sto facendo yoga, non prendo ansiolitici, antidepressivi e compagnia cantante! che sia finalmente più adulta, quel genere di crescita interiore che tanto stentava a sbocciare? perchè ingabbiata in assurdi preconcetti – non solo miei? 
  • Amsterdam… arriviamo! sì abbiamo deciso la meta della nostra prossima avventura. non un anniversario qualsiasi ma quello delle nostre nozze… ho un anno di tempo per organizzare tutto per capire la lingua olandese almeno le basi- sì lo so sono pignola da morire e ma che ci posso fare?- e insomma, sono pronta a realizzare questo desiderio…andare su al nord, tra i canali e i tulipani, case galleggianti e zoccoli di legno e soprattutto…lei: la ragazza col turbante! il dipinto che vorrei tanto poter vedere dal vivo!
  • per il nono anniversario … invece sono previste  mete più discrete e vicine, niente follie artistiche e letterarie! mi basta anche una cena romantica a lume di candela in riva al mare sul far della sera a base di pesce con tanto di languida posteggia!
  •  la casa.  forse siamo sulla buona strada…preferisco non aggiungere altro di scritto, perchè già la mia fantasia galoppa su parati da scegliere eccetera…meglio restare con i piedi per terra, va’! onde evitare cocenti delusioni…però c’è qualcosa che bolle in pentola…qualcosa di bello e soprattutto fattibile!evvai!

e infine… a chi passa di qua auguro una serena festa della Mamma 2012.

il venerdì del libro: Alfabeto degli amici di Giulio Coniglio.

con questo post partecipo al venerdì del libro di homemademamma.

Non conoscevo dell’esistenza di Giulio Coniglio…sinceramente ero rimasta a Peter Rabbit di Miss Potter. altra epoca.

ma per il compleanno di chicco ho deciso di regalargli questo libro, pieno di colori, paroline, disegni di animaletti sorridenti e fumetti delicati. mi sono lasciata consigliare e guidare dalla commessa di Città del Sole, scartando libri di tessuto o con sole immagini…doveva essere un libro adatto alla sua età, al suo momento di crescita. e il regalo, sta funzionando. certo, è un libro. l’attrazione del monitor del pc è infinitamente maggiore per lui – e su questa mia lotta impari un giorno tornerò a raccontarne i minimi dettagli sicuramente! -, ma questo libro ha una particolarità eccezionale : le 21 carte plastificate con le quali giocare a riconoscere le lettere dell’alfabeto, sparpagliandole per terra o dove capita. e poi scovarle e gioire insieme di una M di Mamma o una D di Dinosauro…perdute e poi ritrovate! e data la ormai arcinota natura casinista e disordinata di mamma e figlio, è un miracolo che ad oggi le carte dell’alfabeto siano ancora tutte e 21 qui con noi, non inghiottite da armadi o divani.

ma tant’è…crescere è anche perdersi ogni tanto…per poi ritrovarsi!

Alfabeto degli amici di Giulio Coniglio di Nicoletta Costa. + 21 carte, 52 pagine. Editore Franco Cosimo Panini. 20 euro .

gelosia.la mia.di mamma.

bene, penso di aver superato la fase della gelosia materna. penso di, ma non ne sono sicura al 100%

certo non è come l’anno passato. che mi sono sentita talmente male da farmi venire una poussè perchè non accettavo il ritorno dei nonni dall’estero. e il mio rientrare nei ranghi. stavo veramente di cacca. la sera mi rodevo il fegato. ma tanto. tanto tanto tanto. non addormentarlo io, non dargli il biberon. insomma. di nuovo una mamma atipica.

o meglio la mamma co.co.pro.

adesso è più o meno la stessa identica fase dell’altr’anno. sono tornati i nonni. i nonni hanno un’esperienza maggiore di quella dei genitori. io mi sento da una parte grata per la loro presenza costante, per il non avermi mai abbandonato. per aver accudito il bambino quando io non riuscivo per motivi di salute. ma c’è questa profonda dicotomia dentro di me. una sensazione sgradevole che non è mitigata dalle sue parole, per niente. non voglio usurpare il tuo ruolo. oh ok hai ragione, è vero. fatto sta che lui il mio bambino appena sa che ci sei cambia di punto in bianco. non vuole il latte da me. non vuole essere nutrito da me. mi ferisce oltemodo. mi tocca un nervo scoperto. mi fa brancolare nell’incertezza. ai bambini non puoi chiedere preferenze, loro vanno dove c’è l’amore, l’affetto. sono puro istinto. niente preconcetti. io allora ho sbagliato qualcosa nel rapporto con mio figlio. l’ho allontanato da me senza rendermene conto??? ho pensato a preservarlo dalle mie insicurezze, affidandolo a mai più esperte delle mie. ma ancora oggi penserei prima al suo bene, piuttosto che al mio, quindi rifarei tutto daccapo. certo mi farei leggermente meno seghe mentali e mi darei quel pizzico di coraggio che veramente mi è mancato.

comunque adesso le cose stanno così. non mi infliggo autoflagellazioni e non mi strafaccio di cornetti cuori di panna. no leggo più i versi della Plath e di Verlaine. sono lucida e limpida. non ce l’ho  a morte con me stessa, non pretendo più la perfezione, nè da me nè dagli altri che mi stanno attorno. mi ripeto che questo stato di cose un giorno non lontano terminerà che prima o poi avremo casa nostra con i nostri ritmi e le nostre abitudini. oppure che un giorno accetterò questa situazione senza conflitti interiori. oppure che l’evoluzione dei nostri rapporti interpersonali avrà una svolta improvvisa, con un rimedio miracoloso dove saranno tutti soddisfatti della piega delle nostre vite.

dove io avrò il ruolo che merito. che mi sono guadagnata. che ho costruito avendo fiducia verso le mie capacità.

senza avere più in tasca un solo singolo momento di rimpianto, quel rimpianto che sporca ogni istante della mia vita.

 

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